Un errore che tutti fanno – credere che un sito sia solo una spesa.
😅 L’inizio della storia
Era un giovedì sera alle 21:30. Stavo guardando una serie su Netflix quando arriva una notifica WhatsApp:
“Buonasera, mi scusi per l’orario. Sono Giuseppe, il titolare di wwwmiosito.com. Mia moglie mi ha detto che lei fa siti internet. Io ne ho uno fatto da mio nipote 4 anni fa, ma da ieri quando ci entro esce una scritta con una faccina triste e non funziona più niente. I clienti mi chiamano dicendo che il sito non va. Lei può aiutarmi? È urgente.”
Avevo quella sensazione di déjà-vù. Annuisco tra me e me: era iniziata.
💬 Il colloquio
Gli rispondo che potevamo sentirci il giorno dopo. Lui insiste per una chiamata immediata.
Giuseppe (voce ansiosa): “Vede, io di computer non capisco niente. Mio nipote che lo ha fatto è bravissimo, studia ingegneria al politecnico. Però adesso è in Erasmus in Spagna e non risponde al telefono. Io col sito ci capisco poco, ho tutti i prodotti lì ma vorrei aggiornare le immagini e i prezzi…”
Io: “Mi passi l’indirizzo del sito, intanto do un’occhiata.”
Giuseppe: “Certo! È www.miosito.com”
Ci metto 30 secondi a capire il problema. Il sito era down per mancato rinnovo dell’hosting.
Io: “Giuseppe, il problema è che non è stato rinnovato lo spazio dove è ospitato il sito. Sa quando scadeva?”
Giuseppe: “Lo spazio? Ma mio nipote diceva che era tutto incluso! Io gli ho dato 150 euro 4 anni fa e mi ha detto che era tutto a posto!”
Respiro profondo. Conto fino a 10.
🕵️♂️ L’indagine
Il giorno dopo, con calma, faccio un’analisi più approfondita. Quello che trovo è un capolavoro dell’ingegneria informatica fai-da-te:
- Il sito era su un hosting condiviso di cui non esisteva più traccia (azienda fallita 2 anni prima)
- Il dominio (.it) era registrato a nome del nipote, con la sua email universitaria (@studenti.polimi.it)
- Il “backup” consisteva in una cartella Google Drive con 8GB di immagini scaricate una per una via FTP
- Il tema WordPress era piratato, mai aggiornato, con 15 plugin obsoleti
- La “SEO” consisteva in un testo bianco su sfondo bianco con 200 ripetizioni della stessa key
- Il form contatti non arrivava a nessuna email perché configurato male
- Le immagini dei prodotti erano state ritagliate con Paint e pesavano 3MB l’una
Ma la ciliegina sulla torta: quando sono riuscito a recuperare i file dal “backup”, ho scoperto che il database dei clienti (nomi, email, ordini) era salvato in un file Excel nella stessa cartella pubblica del sito. Accessibile a chiunque.
🧰 La soluzione
Chiamo Giuseppe per un confronto schietto:
Io: “Giuseppe, dobbiamo parlare. La situazione è questa: suo nipote le ha venduto una macchina di lusso senza assicurazione, senza bollo e con la carta di circolazione falsa. E adesso la macchina si è rotta.”
Giuseppe: “Ma… è grave?”
Io: “Abbiamo due opzioni. La prima: cerchiamo di recuperare quello che c’è, ma è come cercare di riparare una Ferrari con lo scotch. La seconda: ricominciamo da zero, ma stavolta lo facciamo bene.”
Giuseppe (con un sospiro di sollievo): “Finalmente qualcuno che mi dice le cose chiare. Mio nipote mi riempiva la testa di parole che non capivo. Lei no. Faccia lei, sono stanco di illusioni. gli faccio un preventivo, acconto, e partiamo.
😂 L’epilogo
Dopo 4 settimane di lavoro:
Recuperiamo il dominio (grazie a un’amica dell’agenzia delle entrate che ha contattato il nipote)
Migriamo i contenuti testuali
Gli Creo un sito semplice ma professionale
Faccio formazione a Giuseppe su come caricare le foto senza distruggere il sito
Tre mesi dopo, Giuseppe mi manda un vocale:
“Sa? Ieri mio nipote è tornato dall’Erasmus e mi ha detto ‘Nonno, com’è bellino il sito nuovo!’ anche in Spagna si vede bene. Gli ho risposto: Sì, l’ha fatto un professionista.
💡 Morale della storia
Il “cugino/nipote bravo col computer” è il nemico numero uno del freelance serio. Ma non per colpa loro: per colpa di clienti che vogliono risparmiare sull’impossibile.
Un sito web non è un giocattolo. È uno strumento di lavoro. E come tutti gli strumenti di lavoro, va costruito con materiali buoni, va manutenuto e va usato da chi sa come funziona.
Un sito web è come le fondamenta di una casa: se le costruisce il “cugino bravo” per risparmiare, prima o poi compaiono le crepe. E ripararle costa sempre più che averle fatte bene fin dall’inizio.
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Un errore che tutti fanno – credere che un sito sia solo una spesa.
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